Scuola

Sospensione incontro 13 ottobre

Si comunica che è sospeso l'incontro di venerdì 13 ottobre del corso per neo-assunti "Il mio primo anno di ruolo", causa malattia del relatore.

La nuova data verrà comunicata al più presto.

Sottoscritto in via definitiva l’Accordo-quadro che revisiona i comparti contrattuali

 

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È stato sottoscritto dai sindacati, il 13 luglio all’ARAN, il testo del Contratto Collettivo Quadro per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione collettiva nazionale. Il Comparto Istruzione e Ricerca è uno dei quattro in cui si sono definiti gli accorpamenti e include Scuola, AFAM, Università e Ricerca, condizione dovuta per la salvaguardia dei principi di libertà di insegnamento, autonomia della ricerca e valorizzazione delle diverse specificità contrattuali.

Gli altri sono: Funzioni centrali, Funzioni locali e Sanità.

Se l’operazione è stata per anni considerata la premessa obbligata per l’avvio delle trattative, ora si deve procedere all’apertura del confronto per il rinnovo dei contratti collettivi, rispondendo adeguatamente alle attese di milioni di lavoratori in tempi brevi e con risorse aggiuntive rispetto a quelle, di fatto, destinate.

 

Organici scuola 2016/2017: personale ATA, pubblicata la circolare per il triennio 2016/2018

 

Il Miur pubblica lo schema di Decreto Interministeriale con le tabelle di ripartizione dei posti (203.534) alle regioni per i diversi profili e fornisce le indicazioni operative.

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Il Ministro dell’Istruzione ha pubblicato la nota 17763 del 30 giugno 2016 con cui si trasmette lo schema di Decreto Interministeriale che ripartisce la dotazione organica del personale ATA per il triennio 2016/2017, 2017/2018 e 2018/2019.

In allegato la nostra scheda di approfondimento. 

La consistenza complessiva delle dotazioni organiche a livello nazionale ha durata triennale, eventualmente rivedibile annualmente - art. 1 legge 107/15 - ed è di 203.534 posti, tetto imposto dalla legge di stabilità 2015 con i tagli oramai a regime di 2.020 posti nei profili di assistenti amministrativi e collaboratori scolastici. Rispetto allo scorso anno 2015/2016 si conferma la dotazione complessiva, mentre si evidenzia un decremento di 20 posti rispetto alla dotazione organica dell’a.s. 2014/2015 che era di 205.554 posti.

Rispetto alla conferma dei posti dello scorso anno ci sono però 22 posti in più di assistente tecnico, 29 posti in più di collaboratore scolastico e 51 posti in meno di Dsga.

Resta invariato il numero di accantonamenti (per appalti e LSU) per il profilo di collaboratore scolastico (11.857).

Il numero delle Istituzioni scolastiche nell’a.s. 2016/2017 è di 8.068 scuole autonome. Il totale, comprensivo di 338 scuole sottodimensionate, è di 8.281 inclusi 125 CPIA.

 

INVALSI: proclamato lo stato di agitazione per rivendicare il rinnovo del contratto per tutti i precari

 

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Il 24 maggio scorso si è tenuta un’assemblea molto partecipata di lavoratrici e lavoratori dell’INVALSI, nel corso della quale sono state evidenziate per l’ennesima volte le numerose sofferenze dell’Ente, a partire dalle eccessiva presenza di personale precario (ben oltre il 60% della forza lavoro complessiva) causata da una pianta organica sottodimensionata rispetto alle reali necessità dell’Ente, a cui sono affidati anche compiti come la realizzazione del Sistema Nazionale di Valutazione, che consta di solo 42 unità; la continua rincorsa alle proroghe dei contratti in scadenza dei precari per assicurarsi il loro mantenimento nella forza lavoro, o, in alternativa, alla reiterazione dei concorsi in attesa della tanto agognata stabilizzazione; l’impossibilità di dare luogo ad una vera stagione di reclutamento atta a stabilizzare il personale precario, ma anche a riconoscere il legittimo diritto alla carriera del personale a tempo indeterminato, sempre a causa della pochezza della pianta organica; un’organizzazione del lavoro centralizzata e poco partecipata, che fa dello “spirito di sacrificio” di tutto il personale in servizio (precario e non) il suo punto di forza, con il quale si riesce a fare fronte alla immensa mole di lavoro da assolvere e in questo senso la precarizzazione “aiuta” ad assicurarsi la disponibilità ben oltre il tempo considerato ordinario; un’organizzazione del lavoro che non mette al centro il lavoro di ricerca e la sua autonomia, ma che stressa inopportunamente le funzioni di servizio che sono assegnate all’INVALSI e che finisce di indebolire l’immagine dell’Ente in termini di Ente Pubblico di Ricerca, dotato di una propria autonomia (non a caso non le è stato assegnato nessuno posto dei ricercatori che la legge di stabilità 2016 aveva destinato agli EPR vigilati dal MIUR); la controproducente scelta di avvalersi dei comandi dalla scuola, come strumento per reclutare personale nuovo; o quella di ricorrere a CINEACA per avvalersi di alcune funzioni di carattere informatico, invece di investire su questo settore, per mantenere il controllo sui dati statistici prodotti e sui risultati delle valutazioni.

La denuncia della FLC CGIL per il riconoscimento dell’anzianità dei DSGA in ruolo dal 2000 è all’esame della Commissione Europea

logo-flc-cgil3La Commissione Europea ha comunicato alla FLC CGIL di aver ricevuto l’istanza inviata dal sindacato presso la sede di Bruxelles e riguardante il riconoscimento dell’anzianità dei DSGA entrati n ruolo dal 2000. La Commissione ha evidenziato che provvederà ad approfondire l’intera vicenda al fine di individuare le possibili violazioni ed illegittimità poste in essere dallo Stato italiano e ne darà comunicazione appena terminato l’esame.

Al fine di dare piena rilevanza e rappresentanza al problema posto dal sindacato alla Commissione Europea il personale interessato può far pervenire la propria istanza individuale presso la sede di Bruxelles. Ricordiamo che la raccolta delle adesioni individuali a questa iniziativa è stata attivata presso tutte le sedi territoriali della FLC CGIL.

I QUESITI REFERENDARI SULLA SCUOLA

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ABROGAZIONE DEI FINANZIAMENTI PRIVATI ALLE SINGOLE SCUOLE, INCREMENTO PER LE STATALI

Primo quesito: se vince il SI ogni donazione da parte dei cittadini confluisce solo all’interno del sistema d’istruzione nazionale statale, redistribuendo le risorse tra zone ricche e povere e scuole che ne hanno più o meno bisogno. Si eviterà così la creazione di scuole di élites e di scuole-ghetto e il prevedibile sbilanciamento a favore delle scuole private, in modo da garantire il diritto allo studio a tutti.

 LEGGI IL TESTO INTEGRALE DEL QUESITO

 

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