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Rinnovo dei contratti pubblici: positiva la convocazione per i primi luglio. Negativa l’assenza di un impegno sulle risorse

 

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Le dichiarazioni del Ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, in materia di rinnovo dei contratti dei settori pubblici, rilasciate nel corso del Forum nazionale della CGIL sulla riforma della pubblica amministrazione che si sta svolgendo oggi a Roma, sono positive per l’annunciata convocazione dei Sindacati per i primi di luglio, ma nei contenuti non possono essere considerate un buon punto di avvio per i contratti del pubblico Impiego, ormai bloccati da sette anni.

Infatti, non può che essere salutato positivamente l’annuncio diconvocazione dei sindacati, benché vada ricordato che essa giunge con un gravissimo ritardo, anche rispetto alle sentenze del 2015 sia della Corte costituzionale sia del Giudice del lavoro di Roma adito dalla FLC CGIL, che si sono pronunciate contro l’atteggiamento assenteista e dilatorio del Governo in materia di rinnovi contrattuali.

E tuttavia risultano regressivi e invasivi delle prerogative del tavolo contrattuale i contenuti di indirizzo politico che, senza nulla dire sulle risorse necessarie a recuperare il perduto potere d’acquisto, in media 200 euro mensili per i lavoratori del comparto Istruzione e Ricerca, stabiliscono criteri di utilizzo delle stesse che devono essere invece riservate alla libera scelta dei tavoli contrattuali. È il caso degli incrementi retributivi per i livelli più bassi, misura contenuta anche nelle nostre piattaforme contrattuali, ma che sembrano escludere incrementi per gli altri livelli. Inaccettabile!

La FLC CGIL ha pronte da tempo le proprie proposte che unitariamente elaborate in piattaforme con gli altri sindacati di scuola università ricerca e AFAM costituiranno la base del confronto con la controparte a recupero del potere d’acquisto e a tutela e valorizzazione delle diverse professionalità da finalizzare al miglioramento dei servizi per i cittadini.

Auspichiamo il rispetto dei tempi annunciati e la rapidità dell’avvio di un confronto che, mancando da troppo tempo, ha privato finora i lavoratori dell’Istruzione e Ricerca del diritto al contratto. Che è diritto costituzionalmente tutelato.

 

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